La Regione Puglia concede più tempo agli agricoltori per effettuare le lavorazioni obbligatorie dei terreni finalizzate al contenimento della diffusione della Xylella fastidiosa. I termini sono stati prorogati dall’Osservatorio fitosanitario regionale a seguito della recente ondata di maltempo che ha interessato gran parte del territorio pugliese.

Le piogge persistenti delle ultime settimane hanno infatti reso impraticabili numerosi suoli agricoli, impedendo di rispettare le scadenze inizialmente previste. La decisione arriva anche dopo le segnalazioni e le richieste avanzate dalle organizzazioni professionali agricole e dagli enti locali, che avevano evidenziato le difficoltà operative.
Scadenze differenziate in base all’altitudine dei terreni

Le nuove scadenze sono state differenziate in base all’altitudine dei territori: nei comuni situati al di sotto dei 200 metri sul livello del mare, gli interventi dovranno essere completati entro il 15 maggio 2026; nei comuni oltre tale soglia, il termine è fissato al 30 maggio 2026.
Le lavorazioni – aratura, fresatura, erpicatura o trinciatura – restano necessarie per eliminare gli stadi giovanili degli insetti vettori del batterio. Gli interventi devono essere eseguiti da proprietari, conduttori e gestori dei terreni, nonché dai responsabili delle aree verdi pubbliche e private, dei bordi stradali e delle superfici non coltivate.
Dall’assessore all’agricoltura della Regione Puglia Francesco Paolicelli un appello alla collaborazione

“L’aggiornamento dei termini risponde alle esigenze concrete dei territori ed è il risultato di un confronto con le organizzazioni agricole, che hanno condiviso questa scelta – dichiara l’assessore regionale all’Agricoltura e sviluppo rurale –. L’obiettivo è consentire lo svolgimento degli interventi in condizioni operative realistiche, senza ridurre l’attenzione sul contrasto alla Xylella. È fondamentale – prosegue – la collaborazione di tutti. In questa fase è decisivo applicare le misure agronomiche previste. Il contributo attivo non riguarda solo i Comuni, ma anche i gestori delle infrastrutture, a partire da reti ferroviarie e autostradali, e, più in generale, tutti i soggetti responsabili della gestione del territorio. Servono responsabilità e impegno diffuso: garantiamo condizioni realistiche, ma chiediamo a ciascuno di fare la propria parte senza ritardi”.




