In continuità con il lavoro avviato negli anni precedenti anche per il 2026 la sede pugliese del CREA Politiche e Bioeconomia ha proposto un nuovo aggiornamento della pubblicazione “L’agricoltura pugliese conta”, offrendo un quadro aggiornato dell’evoluzione del sistema agroalimentare regionale e del trend occupazionale della manodopera agricola in Puglia.
Uno scenario nel quale l’agricoltura pugliese – nonostante un contesto regionale di crescita economica lenta, caratterizzato dalla debolezza dell’industria e dalla stagnazione dei consumi – ha confermato la propria capacità di tenuta, mostrando segnali di ripresa, una resilienza rispetto agli shock internazionali e alle sfide ambientali e soprattutto risultati confortanti dal punto di vista occupazionale.
“L’agricoltura pugliese conta”: i dati del CREA

I dati del CREA parlano chiaro: mentre a livello nazionale il comparto agricolo registra una flessione occupazionale, la Puglia si muove in controtendenza e rafforza il proprio peso nel sistema produttivo del settore primario. Con l’avvio delle grandi raccolte stagionali, dalle campagne pugliesi arriva infatti una crescente richiesta di manodopera, in un momento cruciale per produzioni simbolo del territorio come uva, pomodoro, ortaggi e frutta.
Manodopera agricola, il primato della Puglia

Secondo i dati diffusi sulla manodopera agricola in Puglia, gli occupati hanno raggiunto quota quasi 109 mila, con una crescita del 4,3% rispetto all’anno precedente. Un andamento opposto rispetto al dato nazionale, dove invece il numero degli addetti agricoli registra una contrazione del 3,3% (ma anche nel Mezzogiorno il calo è stato dello 0,5%).
Il Barese è il cuore pulsante del settore, concentrando da solo il 25,3% degli addetti totali della regione. Seguono Foggia (22,2%), Taranto e Bat (15,4%). Più indietro Brindisi con il 12,4% e Lecce con il 9,3%.
Cresce il lavoro dipendente agricolo ma cala l’occupazione femminile

Il dato più significativo è la crescita del lavoro dipendente agricolo, a conferma di un comparto che offre opportunità più stabili soprattutto nelle filiere ad alta intensità di manodopera come l’ortofrutta e il vitivinicolo. Un contesto però nel quale mentre l’occupazione maschile registra un +6,9% quella femminile registra una riduzione del 2,3% fermandosi a circa 28.000 unità.
Il contributo della manodopera straniera

I lavoratori immigrati impiegati nel comparto agricolo pugliese superano le 32 mila unità, con un incremento del 5%, confermando un ruolo ormai strutturale nell’organizzazione del lavoro agricolo regionale. E’ Foggia il principale polo agricolo regionale, concentrando circa il 40% dei lavoratori immigrati presenti nelle campagne pugliesi.




